Un’inchiesta sulle contraddizioni di Nelly Dean, la testimone che ha trasformato Heathcliff nel mostro della storia.
Leggendo Cime tempestose di Emily Brontë, avete mai avuto la sensazione che qualcosa non tornasse? Che certi comportamenti fossero esagerati, certe reazioni poco realistiche e alcune vicende talmente improbabili da sfidare qualsiasi logica?
Potremmo attribuire tutto alle licenze letterarie dell’autrice, che ha volutamente estremizzato passioni, conflitti e comportamenti per costruire uno dei romanzi gotici più celebri della letteratura inglese.
Ma proviamo a cambiare prospettiva.
Mettiamo da parte Emily Brontë e immaginiamo che i fatti narrati in Cime tempestose siano realmente accaduti. Immaginiamo che Nelly Dean, la domestica che racconta gran parte della vicenda, venga convocata davanti a una giuria per riferire ciò che sa sulle tragedie che hanno colpito le famiglie Earnshaw e Linton.
Non saremmo più lettori disposti ad accettare le convenzioni narrative di un romanzo ottocentesco. Saremmo investigatori chiamati a valutare l’attendibilità di una testimonianza.
E a quel punto cominceremmo ad avere parecchie domande.

Nelly Dean: una testimone al di sopra di ogni sospetto?
La ricostruzione delle vicende di Cime tempestose dipende soprattutto da Nelly Dean, che racconta al signor Lockwood gli avvenimenti accaduti nell’arco di diversi decenni. È lei a descrivere i comportamenti dei protagonisti, ricostruire le loro conversazioni, interpretare le loro intenzioni e attribuire responsabilità. È soprattutto attraverso le sue parole che conosciamo Heathcliff, Catherine, Hindley, Edgar e Isabella.
Ma chi ci garantisce che stia raccontando la verità?
Nelly non è un’osservatrice esterna. Ha vissuto nelle case degli Earnshaw e dei Linton, ha partecipato direttamente a numerose vicende e ha intrattenuto rapporti personali, talvolta conflittuali, con i protagonisti. Soprattutto, ha avuto un ruolo attivo in molte delle situazioni che descrive.
Eppure, nel suo racconto, riesce frequentemente a presentarsi come una persona ragionevole, premurosa e animata dalle migliori intenzioni, circondata da individui impulsivi, egoisti, crudeli o incapaci di controllarsi.
È una posizione decisamente comoda per una testimone che deve rendere conto anche delle proprie azioni.
Un investigatore esperto non accetterebbe automaticamente questa rappresentazione. Cercherebbe invece di distinguere ciò che Nelly ha effettivamente visto da ciò che sostiene di sapere, prestando particolare attenzione alle sue omissioni e alle contraddizioni.
Perché una testimone può mentire anche raccontando fatti realmente accaduti, se li seleziona, li decontestualizza e attribuisce agli altri intenzioni che non può conoscere.
E nel caso di Nelly Dean, le incongruenze cominciano molto presto.
Heathcliff: il ragazzo che avrebbe previsto il futuro
Secondo la ricostruzione di Nelly, Heathcliff sarebbe riuscito a impossessarsi progressivamente delle proprietà degli Earnshaw e dei Linton attraverso una complessa successione di manipolazioni, matrimoni e strategie ereditarie.
Ma proviamo a considerare questa vicenda dal punto di vista di un investigatore.
Heathcliff è ancora giovanissimo quando iniziano i conflitti che, secondo il racconto, porteranno alla rovina delle due famiglie. Ha circa diciannove anni, eppure Nelly Dean lo presenta come un navigato esperto di diritto ereditario.
Per attribuirgli fin dall’inizio un progetto unitario di conquista patrimoniale, dovremmo supporre che fosse capace di prevedere matrimoni non ancora celebrati, figli non ancora concepiti, compreso il loro sesso, e morti che in quel momento della storia non aveva motivo di aspettarsi.
Catherine ed Edgar avevano circa vent’anni. Non esisteva alcuna ragione concreta per prevedere che entrambi sarebbero morti prematuramente, lasciando una figlia femmina. Eppure, il piano attribuito a Heathcliff sembra già tenere conto di queste circostanze, oltre alla futura nascita di un figlio maschio dal matrimonio con Isabella.
Avrebbe dovuto prevedere perfino le conseguenze giuridiche di successioni ereditarie particolarmente complesse.
Davvero un ragazzo di diciannove anni avrebbe potuto architettare un piano simile, prevedendo con anni di anticipo non soltanto le decisioni degli altri, ma anche le loro nascite, le loro morti e il sesso dei loro figli?
Quel piano sembra appartenere a Nelly Dean molto più che a Heathcliff
C’è una persona che conosce dall’interno entrambe le famiglie, le loro relazioni e i loro interessi patrimoniali: Nelly Dean.
Quando attribuisce a Heathcliff il piano ereditario, Nelly ha circa ventisei anni e ha già trascorso gran parte della propria vita al servizio degli Earnshaw. Ha avuto modo di conoscere le dinamiche familiari, ascoltare conversazioni sulle proprietà e familiarizzare con questioni ereditarie verso le quali, nel corso del romanzo, dimostra un interesse tutt’altro che occasionale.
Ha già assunto responsabilità nella crescita di Hareton, il figlio di Hindley e Frances Earnshaw, ed è entrata direttamente nelle dinamiche affettive e familiari delle persone che la circondano.
Non è soltanto una domestica che esegue ordini. È una donna che conosce abitudini, vulnerabilità, conflitti e rapporti di forza dei suoi datori di lavoro. Può intervenire nelle conversazioni, influenzare le decisioni e controllare la circolazione di informazioni tra persone che spesso dipendono da lei per comunicare.
E c’è un’altra circostanza che non possiamo ignorare: Nelly ha accesso agli ambienti domestici, comprese le cucine, nei quali vengono preparati gli alimenti e le bevande consumati dai membri delle due famiglie.
In un’inchiesta che presenta numerosi decessi, sintomi ricorrenti e circostanze sospette, questo accesso costituisce un elemento materiale di grande interesse.
Il piano che Nelly attribuisce a Heathcliff, dunque, presenta caratteristiche che sembrano adattarsi molto meglio alla sua posizione: conoscenza delle famiglie, familiarità con gli interessi ereditari, accesso alle persone e possibilità di intervenire nella loro vita quotidiana.
E parecchi indizi presenti nel romanzo portano a contestare che tutte le morti siano state semplicemente il risultato di circostanze naturali.
Approfondiremo questi elementi nel corso dell’inchiesta.
L’ossessione di Heathcliff e le relazioni che non tornano
La relazione tra Heathcliff e Catherine viene comunemente interpretata come una passione distruttiva, dominata dall’ossessione, dalla gelosia e dall’incapacità di separarsi.
Anche il matrimonio tra Heathcliff e Isabella viene presentato come una relazione segnata dalla crudeltà e dai maltrattamenti.
Il problema è che, confrontando le dinamiche descritte da Nelly Dean con i comportamenti concretamente osservabili nelle relazioni ossessive e abusive, emergono incongruenze che la sua testimonianza non riesce a spiegare.
Non parliamo soltanto di reazioni emotive esasperate o di comportamenti eccentrici. Parliamo di dinamiche relazionali nelle quali le motivazioni attribuite ai protagonisti non sempre corrispondono alle loro azioni e nelle quali la ricostruzione di Nelly appare funzionale a presentarli sotto una luce ben precisa.
Approfondiremo queste contraddizioni in articoli dedicati, così come esamineremo gli interessi concreti che Nelly aveva nell’ostacolare il rapporto tra Heathcliff e Isabella.
Un’anticipazione?
La celebre lettera di Isabella Linton, riportata nel racconto di Nelly, contiene diverse anomalie che forniscono all’accusa elementi per contestarne persino l’autenticità.
Le morti di Cime tempestose: una coincidenza dopo l’altra
C’è poi un aspetto della vicenda che merita particolare attenzione: le morti.
Frances Earnshaw muore dopo aver manifestato problemi respiratori, in un periodo vicino alla nascita di Hareton.
Alcuni anni dopo, Catherine Earnshaw attraversa un progressivo deterioramento fisico e mentale, caratterizzato da febbre, inappetenza e alterazioni della percezione, prima di morire poche ore dopo aver dato alla luce Cathy.
Due giovani donne muoiono dunque in circostanze legate alla maternità, dopo aver manifestato condizioni di salute che richiedono assistenza e cure.
Circa quindici anni dopo la morte di Catherine, quando le questioni ereditarie tornano a essere determinanti per il destino delle due proprietà, iniziano a morire anche gli uomini.
Edgar Linton, la cui salute è progressivamente peggiorata, muore dopo una lunga malattia che, secondo il racconto, coinvolge anche problemi respiratori.
Anche il giovane Linton Heathcliff manifesta una salute estremamente fragile, caratterizzata soprattutto da disturbi respiratori, e muore poco dopo il padre di Cathy.
Infine, Heathcliff stesso attraversa un deterioramento fisico e mentale che presenta sorprendenti somiglianze con quello descritto per Catherine: alterazioni della percezione, inappetenza, comportamenti anomali e progressivo esaurimento.
Il quadro merita attenzione.
Prima muoiono due giovani donne in prossimità del parto. Molti anni dopo, in una fase decisiva per la successione patrimoniale, muoiono tre uomini. Alcune malattie presentano sintomi ricorrenti, altre mostrano analogie nel decorso.
E nelle vicende di queste morti compare ripetutamente Nelly Dean.
Ma c’è un elemento ancora più interessante: ciò che accade alla sua posizione dopo ciascuna tragedia.
Sintomi simili e Nelly Dean che guadagna qualcosa da ogni morte
Cosa guadagna Nelly dalla scomparsa di queste persone?
Le risposte sono inquietanti.
Dalla morte di Frances Earnshaw, Nelly rafforza il proprio ruolo nella vita di Hareton, il bambino destinato a ereditare Wuthering Heights. La progressiva incapacità di Hindley di occuparsi del figlio rende ancora più importante la presenza della domestica.
Dalla morte di Catherine Earnshaw, Nelly diventa una figura centrale nell’educazione e nella crescita della piccola Cathy, destinata a essere coinvolta nella successione di Thrushcross Grange.
I due bambini sui quali Nelly esercita un’influenza materna non sono bambini qualsiasi: appartengono alle due famiglie proprietarie delle tenute.
Con la morte di Edgar Linton, Cathy perde il padre e la sua principale figura di protezione. La situazione patrimoniale è ormai intrecciata al matrimonio con Linton Heathcliff, mentre Nelly conserva un legame privilegiato con la ragazza.
Con la morte di Linton Heathcliff, scompare il giovane attraverso il quale Heathcliff aveva consolidato il controllo sulla Grange. Viene meno un elemento fondamentale della strategia patrimoniale attribuita a Heathcliff, mentre Cathy sopravvive e rimane al centro delle future successioni.
Con la morte di Heathcliff, infine, scompare l’uomo che esercitava il controllo sulle due proprietà e che poteva ostacolare il futuro di Hareton e Cathy. I due giovani possono finalmente costruire una vita insieme e Nelly torna a essere una figura di riferimento per entrambi.
Alla fine della vicenda, i superstiti destinati a riunire le due famiglie sono proprio Hareton e Cathy.
E chi è la donna che ha contribuito alla loro crescita, conosce le loro vicende personali e conserva con entrambi un rapporto privilegiato?
Nelly Dean.
La stessa donna che ha avuto accesso agli ambienti domestici, ha assistito a numerose malattie e ha raccontato le morti di persone che, in alcuni casi, manifestavano sintomi stranamente simili.
La stessa donna che, nel racconto, esprime persino un particolare senso di quiete nel vegliare i morti.
Una dichiarazione che assume un significato inquietante quando viene pronunciata da una persona che ha attraversato tante tragedie traendone ripetutamente nuove possibilità di influenza.
E se avessimo accusato la persona sbagliata?
In Cime tempestose, Heathcliff viene presentato come il principale responsabile della distruzione delle famiglie Earnshaw e Linton.
Ma questa rappresentazione dipende in larga misura dalla testimonianza di Nelly Dean, una donna che partecipa agli avvenimenti, interviene nelle relazioni, controlla numerose informazioni, sopravvive alle tragedie e riesce a conservare una posizione privilegiata nella vita dei superstiti.
E che, soprattutto, racconta tutto questo presentandosi come una delle poche persone ragionevoli e innocenti della vicenda.
La nostra inchiesta partirà proprio da qui.
Analizzeremo le contraddizioni della sua testimonianza, le anomalie delle relazioni, le circostanze delle morti e i vantaggi che Nelly ottiene nel corso degli anni.
Ricostruiremo le successioni ereditarie, i rapporti familiari e le condizioni nelle quali si sono verificate le tragedie, utilizzando proprio le informazioni che Nelly ha consegnato al lettore.
Non considereremo il suo racconto una verità indiscutibile soltanto perché Emily Brontë ha scelto di affidarglielo.
Anzi, ho il sospetto che Emily Brontë ci abbia volutamente lasciato degli indizi nel romanzo e una narratrice inaffidabile dalla quale partire per scoprire la verità dietro la storia di Cime tempestose.
Raccolgo il guanto di sfida e ci provo.

Rispondi